domenica 15 novembre 2015

Finalmente si cambia !!!

Ecco il CAMBIAMENTO dopo il giorno 20: modelli CONCORDI!

L'alta pressione abbraccerà l'Italia fino al giorno 20. Successivamente si conferma una discesa fredda che colpirà prima l'Europa centrale, poi anche l'Italia. Ecco il responso del modello europeo e americano...

by Paolo Bonino
Signori, si cambia!
La scadenza previsionale è ancora considerevole, ma la tenacia dei modelli nel confermare un cambiamento dopo il giorno 20 ci rende fiduciosi circa un cambio di marcia della stagione.
I clima gradevole è indubbiamente ben accetto, come la mitezza ed il sole, ma se si pensa alle montagne totalmente brulle e alla pessima qualità dell'aria che aleggia nelle nostre città, ci si rende conto che la situazione in essere non sia particolarmente salutare e necessiti di una "svolta",
Si cambia! Non subito, ma dopo il giorno 20. I due modelli più importanti della rete questa mattina danno ampia conferma di ciò.
La prima cartina ci mostra la previsione imbastita questa mattina dal modello americano per domenica 22 novembre. Sotto osservazione lo spostamento del cuore anticiclonico sul vicino Atlantico; sul fianco destro della figura stabilizzante scenderà di gran carriera l'aria fredda (freccia bianca) che irromperà prima sull'Europa centrale, poi anche in Italia.
L'impatto delle correnti fredde sul Mediterraneo ancora caldo darà sicuramente origine a situazioni depressionarie al momento difficilmente individuabili, che saranno fautrici di piogge e nevicate in montagna (e non solo).  
La previsione imbastita (per il medesimo giorno) dal modello europeo risulta quasi speculare alla tendenza contemplata dal "collega" americano.
Spostamento dell'alta pressione in Atlantico e successiva apertura del "rubinetto freddo" che farà scendere aria di diretta estrazione artica verso l'Europa centro-meridionale e l'Italia.
Due parole anche sul modello canadese, che contempla una situazione praticamente analoga che prenderebbe il via con la medesima scadenza previsionale.

giovedì 12 novembre 2015

Netto cambiamento a partire dal 20 di questo mese


 Un saluto a tutti

L'anticiclone mediterraneo subirà un lento, ma inesorabile declino nei prossimi giorni, sotto il tiro di correnti atlantiche progressivamente più agguerrite.
Bene inteso: a breve e medio termine non sono attesi cambiamenti importanti, ma l'azione di "limaggio" delle suddette correnti tenderà a schiacciare la cellula di alta verso sud.
Questi presupposti assicureranno una maggiore ventilazione occidentale in grado di rimuovere almeno in parte le nebbie e le sostanze inquinanti presenti a livello del suolo. Dal punto di vista atmosferico subentrerà una certa variabilità, pur non associata a precipitazioni degne di nota.
Un guasto più consistente si scorge a prua, indicativamente durante il quarto fine settimana del mese, con una probabile prosecuzione nei giorni seguenti.
La prima cartina inquadra la situazione attesa in Italia e in Europa per la giornata di sabato 21 novembre. Da notare la vasta depressione centrata sui Golfi di Botnia e Finlandia, che allungherà i suoi tentacoli in direzione dell'Europa centrale e del nord Italia. Un primo sistema frontale, poco attivo, darà probabilmente origine a correnti favoniche in Val Padana, ma gli occhi degli appassionati sono puntati sul "dopo".
Domenica 22 novembre, ecco la discesa di una saccatura "nella tana del leone" dell'alta pressione, ovvero tra l'Europa occidentale e il Vicino Atlantico (seconda cartina a lato).
Il successivo suo spostamento verso levante (freccia gialla) potrebbe dare uno scossone perturbato alla nostra Penisola, con un cambiamento atlantico di buona fattura.
In altre parole, la natura tenterà di elidere l'anomalia barica presente in questo settore. Diciamo subito che l'impresa non sarà facile; tuttavia, i tentativi per un recupero della stagione questa mattina si scorgono...e in questi tempi è già molto.

martedì 10 novembre 2015

Anticiclone potentissimo sull'Europa

Un saluto a tutti

Ben poco ho da comunicarvi : tempo che rimmarrà stabile e con temperature diurne molto al di sopra della noprma ( là dove non ci saranno le nebbie) per molti giorni anora ( almeno un'altra settimana)
Possibili cause :
1- L'ITCZ ( facia di convergenza tropicale) troppo elevata .Conseguenza : anticiclone africano che viene spinto a Nord e che quindi invade europa centro meridionale
2- JS ( corrente a getto ) che ruota come una trottola impazzita distendendo l'anticiclone sull'europa

Possibile cambiamento ma non ancora certo : terza decade di Novembre.

Per il m omento è tutto


Alla prossima

mercoledì 4 novembre 2015

Il prossimo inverno secondo il col. Giuliacci

Inverno 2015-16: arbitro il Nord Atlantico insieme al Niño

Ritratto di Mario Giuliacci
in redazione Col. Mario Giuliacci

Fonte Immagine: 
Col. Mario Giuliacci
Le acque del Medio Atlantico sono più fredde della norma. Perché? Impatto sul prossimo inverno
Sul Nord Atlantico è comparsa da questa estate una pozza di acqua più fredda di 1-3 gradi rispetto alla media climatica del luogo. L'area interessata è enorme, più di 2000x2000 km2 (vedi prima figura).
La piscina fredda tocca il lembo Sud dell' Groenlandia per cui è naturale pensare che tali acque fredde non siano lì chissà per quale ragione, ma, ormai è comune convinzione del mondo scientifico che paradossalmente sono una conseguenza del Global Warming. Infatti l'aumento della temperature del pianeta, più elevato che mai alle alte latitudini, sta producendo una fusione dei ghiacci perenni della Groenlandia L'acqua di fusione, ovviamente molto gelida, ha formato appunto in Atlantico quel vastissimo bacino freddo a Sudest della Groenlandia.
Ma una superficie marina fredda così estesa non può non avere serie ripercussioni sul clima dell'Europa sia sul lungo periodo ma anche nell'immediato.
Gli effetti immediati dovrebbero essere già avvertibili nel prossimo inverno perché le masse d'aria che in inverno più frequentemente raggiungono l'Europa ( e anche il Mediterraneo) provengono dal settore nordoccidentale dell'Atlantico sotto forma di "aria polare marittima" la quale però, lungo il suo tragitto, invece di riscaldarsi parzialmente nello scorrere su una superficie oceanica solitamente più calda del'aria polare di partenza, ora verrebbe invece a scorrere sopra un mare freddo, con il rischio di non riscaldarsi affatto prima di raggiungere l'Europa o addirittura di raffreddarsi ancor più.
Insomma è molto probabile che nel prossimo inverno le correnti polari che a più riprese dovrebbero raggiungere l'Europa, siano particolarmente rigide su Inghilterra e Ovest delle Francia e abbastanza rigide se e quando raggiungeranno il Mediterraneo occidentale e/o i Balcani
Per di più negli anni a venire, ma già in parte anche quest'anno, la calda corrente del Golfo nel suo tragitto dai Caraibi verso le Britannia, incontrando tale tasca fredda verrebbe rallentata e indebolita e di questo sembra già che ci siano i primi sintomi. Ma in tal modo trasporterebbe meno calore del solito verso il Nord Europa ( il 20% circa del calore di cui beneficia il clima delle Isole Britanniche e della Scandinavia proviene dalla corrente morente del Golfo e l'80% dal sole).
Ma una corrente de l Golfo indebolita, oltre rendere più rigido il clima del Nord Europea, rende più agevole l'arrivo in inverno di masse aria fredde fino all'Italia.
Tralasciamo qui di parlare degli effetti del Niño sul clima invernale europeo, in genere sotto forma di più frequenti "splitting" del gelido vortice dalla sua sede e conseguenti irruzioni di aria polare verso più basse latitudini
"
Fonte Articolo: 
Col. Mario Giuliacci

lunedì 2 novembre 2015

Scherzi dell'alta pressione: paradossi termici tra la quota e il suolo di : Paolo Bonino


L'alta pressione nel semestre freddo non è associata solo a condizioni di bel tempo...


Scherzi dell'alta pressione. In presenza di un anticiclone autunnale o invernale, non è infrequente partire da una località della Pianura Padana con una temperatura prossima allo zero ed un cielo grigio e raggiungere una località di montagna dove invece splende il sole e la temperatura è gradevole. L'osservatore profano rimane in un primo tempo sbigottito, avendo lui sempre identificato il clima di montagna più freddo di quello della  sottostante pianura.
Nella maggior parte dei casi le cose stanno così, ma spesso la regola presenta eccezioni.
Quando in inverno o nel tardo autunno siamo in presenza di una zona di alta pressione con scarsa circolazione eolica, i moti dominanti sono diretti dall'alto al basso. Questo fatto, oltre a scoraggiare la formazione delle nubi, determina un accumulo di umidità, freddo e purtroppo anche di sostanze inquinanti in prossimità del suolo.
L'alta pressione agisce come un coperchio e riduce notevolmente gli scambi di masse d'aria tra il suolo e la quota. Se questa situazione perdura per più giorni, si crea il fenomeno dell'inversione termica: si costruisce un cuscino freddo e umido in prossimità del suolo che si mantiene tale a causa della compressione esercitata dall'alta pressione medesima.
Esso, oltre a mantenere temperature basse, contribuisce alla formazione della nebbia. L'inversione termica è molto frequente su tutte le pianure nel periodo invernale o autunnale in condizioni di calma eolica.
Sulla Pianura Padana è presente per quasi tutto il semestre freddo e non solo in condizioni di alta pressione. L'aria fredda può ristagnare al suolo anche quando si hanno afflussi di aria più calda, che essendo più leggera, vi scorre sopra.
Questa situazione può preludere a nevicate anche abbondanti, che si mantengono tali fino a quando il cuscino freddo riesce a mantenere temperature prossime allo zero in prossimità del suolo.

Autore : Paolo Bonino

venerdì 30 ottobre 2015

Il tempo si rimette in carreggiata

Un saluto a tutti

Mi scuso con i miei lettori per questa lunga pausa dovuta a problemi personali, ma ora rieccomi qui con le previsioni per i prossimi giorni.

Dopo la sfuriata degli ultimi due giorni ora il tempo cambierà in meglio e questo stando agli ultimi aggiornamenti, per molti giorni,, almeno così sembrerebbe.

Il vortice polare si prende per il momento un periodo di vacanza ed è proprio questo suo ricompattamento che produrrà su gran parte dell'europa tempo mite e soleggiato in quanto veicolerà aria temperata oceanica. Attenzione però perchè questo comporterà inversione termica e la comparsa delle nebbie nelle zone vocate.

Quanto durerà tutto ciò ? Probabilmente per la prima decade di Novembre anche se i modelli lasciano intravedere qualche sforamento, se pur temporaneo, da parte di qualche saccatura  e poi ovviamente si vedrà. Insomma anticiclone si ma sporco
,
Per ora è tuttto

Alla prossima

venerdì 9 ottobre 2015

Primi fredi in arrivo ?

Previsioni meteo: i primi freddi a partire dalle regioni settentrionali

Terminata l'influenza instabile portata dalle correnti nord-orientali, potrebbero entrare in scena le masse d'aria fredda di origine ARTICA. Nell'imposizione di tale circolazione un ruolo fondamentale sarebbe svolto dalla posizione defilata dell'anticiclone delle Azzorre sull'oceano Atlantico. Vediamo nel dettaglio.



Le novità che giungono quest'oggi dalle previsioni relative al medio ed al lungo termine, spingono il pedale dell'acceleratore verso un ulteriore diminuzione della temperatura attesa su tutta l'Italia dalla seconda metà del mese in avanti. I modelli mettono in risalto dapprima un periodo ancora influenzato dalla presenza dell'alta pressione scandinava, e quindi dalla persistenza sui nostri settori di una circolazione veicolante masse d'aria d'origine artico-continentale, dalla seconda metà di ottobre in avanti sarebbe l'aria fredda di origine artica a portare il suo messaggio sul Mediterraneo, favorendo un ulteriore ritocco verso il basso delle temperature su tutta l'Europa, con effetti che si farebbero sentire anche sullo stivale italiano. 

Questa evoluzione appare confermata sia dal centro di calcolo americano, sia dalla controparte europea; l'intervento delle masse d'aria ariche, sarebbe oltremodo agevolato dalla posizione defilata dell'anticiclone delle Azzorre che, dopo un periodo abbastanza lungo di latitanza, tornerebbe a manifestarsi sul vicino oceano Atlantico ma senza interessare direttamente il nostro continente. Ne deriverebbe una persistenza degli scambi meridiani che in questo frangente non darebbero più origine ai moti antizonali di queste ultime settimane ma innescherebbero sul nostro continente uno scambio diretto di battute tra venti settentrionali e venti meridionali.

In questo frangente l'Italia, nonchè l'Europa centrale ed occidentale, ricadrebbero nel "lato discendente" della meridianizzazione, sperimentando pertanto un calo abbastanza sensibile delle temperature in grado di traghettarci in via ufficiale verso la fase avanzata dell'autunno. Un autunno che in questo frangente potrebbe addirittura prendere in prestito caratteristiche invernali, con l'arrivo precoce della neve sino a quote modeste su una vasta fetta d'Europa.

Soffermandoci su una questione puramente "termica", il centro di calcolo americano ipotizza un calo della temperatura abbastanza sensibile anche sull'Italia: gli effetti delle masse d'aria di origine polare si farebbero sentire maggiormente sulle nostre regioni settentrionali, laddove sono previste isoterme inferiori ai +5°C alla quota di 1400 metri, ma il calo sarebbe avvertibile anche al centro ed al sud, con il ritiro delle isoterme estive sui settori più meridionali del mar Mediterraneo. Insomma stiamo commentando l'avvento di uno di quei famigerati "gradini stagionali" che hanno il compito di portare avanti il fisiologico processo di declino stagionale, avvicinandoci sempre più all'inverno meteorologico.