martedì 17 febbraio 2015

Oltre il futuro : come saranno gli inverni prossimi ?


Se il ciclo solare 24, peraltro molto modesto, ha ormai esaurito il suo compito, dal ciclo solare 25 ci si attende un sole particolarmente sottotono, con assenza di macchie solari per diverso tempo, forse mesi. 

Se pensiamo a quanto accadde meteorologicamente solo nel periodo 2008-2011, quando il sole fece registrare un'attività davvero minima, allora dovremmo chiederci cosa potrebbe accadere se davvero un ciclo simile potesse ripetersi per più tempo. 

Forse avremmo più freddi nevosi? Può darsi. Il fatto che queste due ultime stagioni siano risultate sottotono, con un flusso zonale spesso sparato e soprattutto quest'ultimo alto di latitudine, un po' come avveniva negli anni 90, non può però essere solo figlio di una rediviva attività solare.

Si chiama allora in causa la periodica variazione delle temperature nelle acque del Pacifico settentrionale, oscillazione meglio nota come PDO, con una fase caratterizzata da acque fredde ed una di acque calde, della durata di circa un decennio in alternanza. 
Quando la costa occidentale nord-americana e la parte centrale del Pacifico diventano calde, la parte orientale diventa fredda.

Nelle fasi positive della PDO si è notata una forte tensione zonale delle correnti con pochi scambi meridiani ed irruzioni fredde che in Europa risultano limitate all'est europeo o al massimo al Mediterraneo orientale. (Corse pertubatrici del modello americano tutte orientate alla forte zonalità: NAO+) 

La vera motivazione delle oscillazioni climatiche in Italia e in genere sul Mediterraneo, area di transizione tra tipologie climatiche molto diverse, sta però soprattutto nella difficoltà del flusso perturbato atlantico di abbassarsi di latitudine.  

Se anche la tensione zonale fosse forte, con un fronte polare molto più basso di latitudine, l'Italia potrebbe vivere ugualmente il suo inverno. L'anno scorso, pur deficitario dal punto di vista del freddo, un flusso zonale più basso favorì abbondanti nevicate sull'arco alpino.

Quest'anno le nevicate sono arrivate soprattutto grazie ad affondi perturbati lungo i meridiani, coinvolgendo, come spesso accade, solo alcune zone delle Alpi, mentre l'aria fredda che ha raggiunto il Mediterraneo è riuscita comunque a determinare nevicate lungo la dorsale appenninica, che lo scorso anno erano risultate quasi assenti a bassa quota.

Dunque per un inverno VERO sull'Italia ad una PDO- dovrebbe accoppiarsi una QBO- ed una bassa attività solare, oltre che la Nina? Forse SI, ma anche no, nel senso che i meccanismi del clima sono talmente complessi che è difficile trovar facilmente la chiave che apre le porte che ne svelano i misteri. 

Tra i tanti misteri c'è anche quello legato al flusso di ozono che risale dalle latitudini equatoriali, si solleva grazie ai temporali equatoriali e viaggia verso il Polo, dove tende ad accumularsi.
Tanto ozono in stratosfera polare determina un disturbo al vortice polare, favorendo episodi diStratwarming, che possono influenzare i piani bassi del vortice stesso, quelli troposferici ed innescare ondate di freddo (ma non necessariamente verso di noi).

Poco ozono in stratosfera, vortice che gira a mille, aria fredda tutta concentrata sul Polo e inverni modesti in casa nostra;
 certo una scarsa attività solare può influenzare i flussi di ozono, aumentandone il flusso verso il Polo e favorendo indirettamente l'arrivo di un inverno più importante alle medie latitudini.

E allora gli inverni dei prossimi anni, come saranno? Se dovessero essere confermati l'indebolimento dell'attività solare e un graduale passaggio ad una fase negativa della PDO, forse risulteranno più incisivi, ma non aspettatevi ribaltoni improvvisi, ci vorrà tempo, quanto? Forse altri 3 o 4 anni, (QBO deve rifare il ciclo) ma non fidatevi troppo, le sorprese in meteorologia sono dietro l'angolo.

domenica 15 febbraio 2015

Il tempo della settimana

Un saluto a tutti

Tempo che oggi e domani risuulterà incerto con qualche locale piovasco soprattutto lungo la fascia pedemontana.

Da martedi, netto miglioramento che si protrarrà per tutta la settimana

Temperature senza variazioni sensibili, in calo di notte con rasserenamento dei cieli e in aumento di giorno in presenza di sole.

Niente di particolare al momento in attesa dell'ultima decade che potrebbe serbare qualche sorpreasa invernale.
Ovviamente ne riparleremo

Per ora è tutto

Alla prossima

sabato 7 febbraio 2015

Il tempo della settimana

Un saluto a tutti

Visto il tempo di questi ultimi giorni, possiam ben dire di essere stati graziati. Le zone più colpite sono infatti state l'Emilia con in particolare la zona di Cremona dove in poche ore sono caduti più di 30 cm di neve fresca.

Per la prossima settimana il tempo si prenderà una pausa : Domenica e Lunedi episodi di Foehn interesseranno le zone pedemontane con venti a tratti anche forti.

In queste condizioni dobbiamo aspettarci un aumento anche marcato delle temperature che invece torneranno a scendere appena i venti cesseranno.

Con il cielo sereno e mancanza di vento le minime scenderanno sotto lo zero con gelate anche in pianura.

Ma attenzione a non dare per finito l'inverno : all'orizzonte  i modelli incominciano a fiutare peggioramenti che potrebbero essere anche più intensi dei giorni precedenti : vedremo più avanti.
Per ora è tutto

Alla prossima

domenica 1 febbraio 2015

Tornerà la neve la prossima settimana ? si, no ......forse

Un saluto a tutti

Situazione estremamente confusa per la settimana entrante: i due principali modelli hanno visioni discordi il che rende  la  previsione incerta..

Se si dovesse fare affidamento sul modello europeo allora da metà settimana tornerebbe la neve al Nord ( in pole il Nord-ovest) anche  in pianura , mentre se ci basiamo sul modello americano quest'ultimo vedrebbe sfilare la colata troppo ad ovest con conseguente richiamo temperato umido che vedrebbe la neve solo a quote medie e nemmeno per tutti.

C'è però da dire che nei  primi giorni di Gennaio il modello americano si è ( dicono ) aggiornato ad una nuova versione ma da quando questo è successo ha perso moltissimo in stabilità nel senso che le previsioni stilate per es alle ore  00 vengono cambiate , e non di poco, alle successive 06

Questo  ,se mi permettete,  è incomprensibile e di fatto rendono  il modello inaffidabile nel tempo.

Per  cui riassumendo: fino a Martedi tempo abbastanza buono e temperature fredde ( nella norma per il periodo ) , poi potrebbe scapparci qualche nevicata anche in pianura ma stabilirne l'entità ( ammesso che avvenga ) è del tutto impossibile.

Affidiamoci quindi al nowcasting
Per il momento è tutto

Alla prossima

domenica 25 gennaio 2015

Bel tempo ma .........

Un saluto a tutti

Bel tempo per i prossimi giorni fino a circa metà della prossima settimana. Qualche passaggio modesto di nuvolaglia ma senza fenomeni.

Temperature che, se diminuisce l'apporto settentrionale dei venti, si abbasseranno nelle minime con gelate anche diffuse.

Invece grandi novità bariche sono attese per il prossimo fine settimana
Vi  posto una carta molto lunga nelle previsioni la cui attendibilità non è molto elevata ma che comunque dà da pensare


Come potete notare la carta sopra prevista per venerdi prossimo, se si realizzasse comporterebbe un reset barico notevole per non dire sorprendente.

Infatti un lobo del VP si verrebbe a piazzare proprio sopra le nostre teste : lascio a Voi  immaginare cosa potrebbe succedere.

Da dire che l'attendibilità è, vista la distanza temporale, piuttosto bassa.
Ma non sia mai che ..........  a volte la pietra scartata dai costruttori è diventata testata d'angolo.

Per ora è tutto

Alla prossima

lunedì 19 gennaio 2015

La filosofia del cambiamento climatico

Riporto integralmente un editoriale tratto dal sito Meteolive molto interessante 
Buona lettura

La filosofia del cambiamento climatico

Che siano di natura climatica, economica o geopolitica, tutte le crisi hanno un denominatore comune: la crisi culturale.


Alla faccia di Socrate. Qui il guaio è che oramai “tutti sanno tutto”. Naturalmente nel mondo reale, e non in quello illusorio o immaginario, l’aforisma andrà poi corretto in un più verosimile “tutti credono di sapere tutto”. Ma poi, esistono veramente le verità? Quasi mai, sempre nel mondo reale, purtroppo.

Dalla fisica classica, con il principio di indeterminazione di Heisemberg, allo studio dei sistemi complessi, esistono sempre dei limiti conoscitivi. L’universo non è deterministico, è probabilistico. Tuttavia, il grande valore della scienza, a differenza ad esempio di altre forme di cultura umanistica di natura soggettiva, è quello di riuscire, servendosi di un metodo oggettivo e ben collaudato, a costruire una interpretazione della realtà con il più basso grado di approssimazione possibile.

Si parla di evidenze scientifiche e verità scientifiche.

Quando le evidenze scientifiche si susseguono e concorrono a confermare una determinata ipotesi, si arriva a una quasi verità (teoria scientifica), che andrà a costituire il paradigma di riferimento fino a quando una nuova evidenza scientifica, eventualmente, seria e comprovata, ma di stampo contrario, non metterà di nuovo tutto in discussione.
E’ il principio di falsificabilità di Popper.

Partendo da questa considerazione epistemologica, quindi, potremmo anche cominciare a chiederci se, parlando di clima, si possano oggi rintracciare delle evidenze scientifiche veramente in grado di mettere in crisi seriamente la teoria dominante sui cambiamenti climatici.

Forse i “miti” della vite che cresceva in Inghilterra o dei vichinghi che chiamarono “Terra Verde” l’attuale Groenlandia, a testimonianza di un clima medioevale che potrebbe essere stato più caldo di quello odierno anche senza la presenza di CO2 antropica? O forse questo recente iato delle temperature globali, che molti erroneamente hanno fatto risalire addirittura al 1998 e che comunque, come previsto, sembra stia già volgendo al termine?

O sarà forse il fatto che la banchisa antartica (ghiaccio marino e non continentale) sta incrementando la sua estensione? Oppure saranno queste minuscole variazioni dell’attività solare che molti continuano a chiamare in causa come responsabile principale?

O forse sarà il fatto che i modelli climatici stanno facendo cilecca, si dice, soltanto perché non sono riusciti a pronosticare nel dettaglio un rallentamento del riscaldamento globale per una dozzina d’anni, un’inezia rispetto alle funzioni per cui sono stati concepiti?
Il clima però cambia anche per sua natura, è sempre cambiato. La realtà, del resto, è in perenne mutamento, “tutto scorre” diceva Eraclito. E allora, quanto sappiamo sui cambiamenti climatici del passato? Decine di grafici, elegantemente vestiti a puntino di un’apparente precisione, ma nella sostanza molto approssimativi, ci forniscono moltissime informazioni.

Ma quanto valgono queste informazioni? La climatologia è un eterno conflitto tra precisione e approssimazione, bisogna essere molto attenti e abili nel capire quando diventa più utile cogliere la sostanza piuttosto che il dettaglio. Veramente possiamo credere di riuscire a ricostruire fedelmente l’estrema complessità del clima remoto dallo studio dello spessore degli anelli degli alberi?

Provate a procurarvi una sezione di tronco e a sperimentare. Un larice e una quercia di qua, il polline fossile e un sedimento di là, e ti scrivo la storia del clima globale. Intanto oggi, con tutto l’armamentario di tecnologie moderne, non si riesce ancora a stabilire con precisione l’entità e le variazioni della temperatura globale senza incappare in una barra di errore che sfiora ancora il decimo di grado. Provate, se ci riuscite, a calibrare tra di loro due o più termometri digitali. Uno studio scientifico inoltre non dimostra un bel niente, semmai suggerisce e contribuisce.

Tuttavia, la minaccia del riscaldamento globale potrebbe essere concreta. Ma quanto c’entrano le attività umane? E se fossimo veramente noi i principali colpevoli, saremmo comunque in grado di darci una regolata? Beati quelli che credono sempre e comunque nella possibilità di un progresso infinito e sregolato senza effetti collaterali, e nella natura, sempre benevola, dell’essere umano. Lasciamoli pure dormire sonni tranquilli.

Ma l’aspettativa di vita è aumentata, si dice… fino a ieri. Aumenterà all’infinito? E l’aspettativa di salute? Per ogni domanda, però, la scienza, nonostante tutte le difficoltà, ci fornisce quasi sempre una risposta adeguata, oggi molto più di ieri e domani molto più di oggi.

Le quasi certezze aumentano, le incertezze diminuiscono, la conoscenza progredisce, nonostante questo percorso produca inevitabilmente nuova ignoranza. Il pensiero si evolve, cambia, si completa, si arricchisce di nuove e aggiornate informazioni che provengono dall’acquisizione continua di sempre nuovi e affidabili dati.

Soltanto la posizione ideologica rimane sempre uguale a se stessa, così come il pensiero antiscientifico. Altro che coerenza. “E’ sempre buona cosa rendersi conto della propria ignoranza” diceva Charles Darwin. Cominciamo a leggere e a studiare quindi, proviamo ad elevare il nostro livello culturale, cerchiamo di guardare oltre i confini austeri e limitati della nostra ignoranza.

Davanti a noi si prospettano ancora anni difficili e scelte importanti, non facciamoci trovare intellettualmente impreparati.

venerdì 16 gennaio 2015

Il tempo del fine settimana

Un saluto a tutti

Eccoci al consueto appuntamento di fine settimana con una stagione invernale che è , al momento , una fotocopia dell'inverno scorso con la differenza che almeno allora sulle Alpi si registravano metrate di neve.
Ora sta per giungere una perturbazione da Nord-ovest che avrà ,se non altro , il merito di portare la neve su quote medie ( 1200- 1300 m ) e pioggia in pianura. Le temperature sono destinate ad aumentare per il richiamo mite di aria umida meridionale.
La pioggia si intensificherà nel corso del pomeriggio-sera interessando la giornata di Sabato, ma non Domenica dove il tempo lascerà spazio anche al sole
Anche Lunedi dovrebbe trascorrere abbastanza buono in attesa di un nuovo fronte perturbato che dovrebbe raggiungerci nella giornata di Mercoledi
E il freddo ?
Al momento si vede un possibile richiamo orientale per il fine della prossima settimana ma la distanza temporale è tale da consigliare estrema prudenza : ovviamente ne riparleremo

Per ora è tutto

Alla prossima