Un saluto a tutti
Secondo le ultimissime emissioni, il tempo del weekend pasquale conferma brutto tempo Sabato e Lunedì, ma ,ecco la novità , Pasqua sarebbe salva anche se a onor del vero non sarà una splendida giornata
Vedremo nelle prossime emissioni
Stay tuned
giovedì 17 aprile 2014
mercoledì 16 aprile 2014
Primissime indicazioni x la Pasqua
Un saluto a tutti
Ecco le ultimissime sul weekend pasquale
Come potete osservare il momento peggiore , almenpo alla luce attuale degli aggiornamenti, è proprio la giornata di Sabato con tempo perturbato soprattutto nel Nord-est
Tempo nettamente migliore al Sud
Buon per loro !!!!
Per la giornata Pasquale il tempo peggiore lo sperimenterà ancora il nord dove sono attese piogge soprattutto nella seconda metà della giornata, dapprima sul settore occidentale, poi un po' ovunque
E per Pasquetta ?
Ancora una volta coinvolto il Nord con piogge ad intermittenza
Conclusione : tempo compromesso al Nord
Tuttavia invito tutti ad un continuo aggiornamento, in quanto i modelli sono un pò ( molto ) ballerini
Il tutto è dovuto alla creazione di una goccia fredda sul mediterraneo la cui evoluzione è fine a se stessa.
Si tratta cioè di un sistema chiuso che è destinato a spegnersi molto lentamente ed i modelli attuali faticano molto nell'individuarne l'esatta traiettoria.
Per cui l'aggiornamento è d'obbligo
Alla prossima
Ecco le ultimissime sul weekend pasquale
Come potete osservare il momento peggiore , almenpo alla luce attuale degli aggiornamenti, è proprio la giornata di Sabato con tempo perturbato soprattutto nel Nord-est
Tempo nettamente migliore al Sud
Buon per loro !!!!
Per la giornata Pasquale il tempo peggiore lo sperimenterà ancora il nord dove sono attese piogge soprattutto nella seconda metà della giornata, dapprima sul settore occidentale, poi un po' ovunque
E per Pasquetta ?
Ancora una volta coinvolto il Nord con piogge ad intermittenza
Conclusione : tempo compromesso al Nord
Tuttavia invito tutti ad un continuo aggiornamento, in quanto i modelli sono un pò ( molto ) ballerini
Il tutto è dovuto alla creazione di una goccia fredda sul mediterraneo la cui evoluzione è fine a se stessa.
Si tratta cioè di un sistema chiuso che è destinato a spegnersi molto lentamente ed i modelli attuali faticano molto nell'individuarne l'esatta traiettoria.
Per cui l'aggiornamento è d'obbligo
Alla prossima
lunedì 14 aprile 2014
Temperature in netta flessione
Un saluto a tutti
Un rapido e intenso flusso freddo da oriente interesserà la nostra regione a partire da questa notte.
Domani quindi ,soprattutto durante la mattinata ,saranno possibili locali rovesci o temporali.
Il tempo migliorerà gradualmente nel pomeriggio e sulla mattinata di Mercoledì con l'aiuto del cielo sereno saranno possibili temperature molto basse ( pochi gradi sopra lo zero)
Tempo che poi proseguirà abbastanza bello fino a Venerdi santo e qui mi fermo perchè ancora i modelli non hanno ben inquadrato la situazioneper Pasqua e Pasquetta, anche se al momento le prospettive non sono incoraggianti.
Per questo ci sentiremo verso il fine settimana.
Alla prossima
Un rapido e intenso flusso freddo da oriente interesserà la nostra regione a partire da questa notte.
Domani quindi ,soprattutto durante la mattinata ,saranno possibili locali rovesci o temporali.
Il tempo migliorerà gradualmente nel pomeriggio e sulla mattinata di Mercoledì con l'aiuto del cielo sereno saranno possibili temperature molto basse ( pochi gradi sopra lo zero)
Tempo che poi proseguirà abbastanza bello fino a Venerdi santo e qui mi fermo perchè ancora i modelli non hanno ben inquadrato la situazioneper Pasqua e Pasquetta, anche se al momento le prospettive non sono incoraggianti.
Per questo ci sentiremo verso il fine settimana.
Alla prossima
venerdì 11 aprile 2014
Pochi o nulli i cambiamenti in vista
Un saluto a tutti
Poco da dire per i prossimi giorni: una debole corrente orientale porterà a tratti della nuvolosità che soprattutto nel pomeriggio potrebbe portare a delle precipitazioni, anche se modeste, qua e là
Questo il tempo fino a Domenica
Per il tempo Pasquale è del tutto inutile frare previsioni in quanto i modelli continuano a cambiare anche nel breve termine. Meglio attendere almeno fino alla metà della prossima settimana
Alla prossima
Poco da dire per i prossimi giorni: una debole corrente orientale porterà a tratti della nuvolosità che soprattutto nel pomeriggio potrebbe portare a delle precipitazioni, anche se modeste, qua e là
Questo il tempo fino a Domenica
Per il tempo Pasquale è del tutto inutile frare previsioni in quanto i modelli continuano a cambiare anche nel breve termine. Meglio attendere almeno fino alla metà della prossima settimana
Alla prossima
domenica 6 aprile 2014
Colpi di tuono all'orizzonte
Un saluto a tutti
L'ingerenza dell'Alta Pressione Africana ( quella cattiva che porterebbe nel periodo estico caldo e tanta afa da non confondere con l'Alta Pressione Azzorriana) garantirà nella giornata di Lunedi e nella mattinata di Martedi bel tempo con temperature che saranno ben al di sopra della norma.
Ma sitratterà del classico fuoco di paglia in quanto una perturbazione a carattere freddo transiterà Martedi nell'Europa centro-settentrionale.
La parte meridionale di tale perturbazione scivolerà sulle Alpi innescando qua e là focolai temporaleschi che tra il pomeriggio di Martedi e la serata-notte successiva potranno investire a macchia di leopardo la regione dell'alta pianura Veneta e ovviamente la fascia pedemontana.
Là dove avverranno i temporali si avvertirà un calo delle temperature.
Per i giorni di Mercoledi e Giovedi rimarrà un pò di imstabilità che potrà localmente manifestarsi nel pomeriggio con locali rovesci.
Alla prossima
L'ingerenza dell'Alta Pressione Africana ( quella cattiva che porterebbe nel periodo estico caldo e tanta afa da non confondere con l'Alta Pressione Azzorriana) garantirà nella giornata di Lunedi e nella mattinata di Martedi bel tempo con temperature che saranno ben al di sopra della norma.
Ma sitratterà del classico fuoco di paglia in quanto una perturbazione a carattere freddo transiterà Martedi nell'Europa centro-settentrionale.
La parte meridionale di tale perturbazione scivolerà sulle Alpi innescando qua e là focolai temporaleschi che tra il pomeriggio di Martedi e la serata-notte successiva potranno investire a macchia di leopardo la regione dell'alta pianura Veneta e ovviamente la fascia pedemontana.
Là dove avverranno i temporali si avvertirà un calo delle temperature.
Per i giorni di Mercoledi e Giovedi rimarrà un pò di imstabilità che potrà localmente manifestarsi nel pomeriggio con locali rovesci.
Alla prossima
sabato 5 aprile 2014
Come e quando si è riscaldata la Terra
Interessante articolo del climatologo Fabio Vomiero sul riscaldamento terrestre che riporto integralmente
Buona Lettrura
Oramai non ci sono più dubbi sul fatto che il nostro pianeta abbia recentemente sperimentato una fase di riscaldamento globale. Semmai la discussione ora potrà riguardare le possibili cause che stanno all'origine del fenomeno, o le proiezioni sui possibili cambiamenti climatici previsti per il futuro.
Tuttavia la questione, se analizzata in maniera precisa e formale da un punto di vista metodologico, non è così semplice come ci si potrebbe aspettare. Dire che il pianeta si è riscaldato di circa 0,8°C negli ultimi centocinquant'anni, infatti, è sicuramente poco utile e poco coerente dal punto di vista scientifico, visto che questa affermazione manca dei requisiti minimi di contestualizzazione.
Per esempio. Quando è iniziata la fase di riscaldamento?
Quali sono state le zone più interessate?
Il fenomeno è ancora in corso?
E' un processo lineare o discontinuo?
E gli oceani?
Proviamo allora a disegnare un quadro generale che ci aiuti a comprendere meglio la morfologia del fenomeno, partendo naturalmente dai dati ufficiali in nostro possesso.
Ci concentreremo inoltre solo sulle ultime decine d'anni, allo scopo di cogliere una rappresentatività del dato sicuramente migliore rispetto alla casistica completa.
La dinamica più conosciuta e più utilizzata per rappresentare il fenomeno nella sua globalità, è quella delle temperature medie registrate dalle stazioni meteorologiche sparse in tutto il mondo, integrate e mediate con i dati riguardanti le SST (Sea Surface Temperature), temperature superficiali di mari e oceani, misurate da satellite.
Come schema introduttivo non è male. Il riscaldamento emerge chiaramente ad iniziare dal 1977 da un segnale abbastanza piatto caratterizzante la trentina d'anni precedente, e prosegue deciso fino al 2002 con un rialzo delle temperature medio di circa 0,6°C, prima della stabilità sostanziale registrata negli ultimi dodici anni.
Scindendo i dati e valutando il loro peso relativo, si può dire che l'aumento maggiore riguarda i dati derivanti dalle stazioni meteo terrestri (+0,8°C), mentre molto meno evidente è il contributo dato dalle SST che invece fanno registrare un aumento di circa 0,4°C.
Entrando ancora di più nel dettaglio, si può rilevare che il riscaldamento risulta essere nettamente maggiore nell'emisfero nord ed in particolare nella zona artica, dove la temperatura è aumentata di circa il doppio rispetto alle medie latitudini. Nelle zone equatoriali e in Antartide, invece, il riscaldamento appare abbastanza modesto.
Esiste poi una serie di rilevazioni termometriche satellitari che sondano le temperature della bassa troposfera, disponibili soltanto dal 1979, che sostanzialmente confermano questo tipo di trend.
Consideriamo ora gli oceani, e ricordiamo che il passaggio è essenziale, visto che essi, ricoprendo ben il 71% di tutta la superficie del pianeta, giocano un ruolo cruciale nello sviluppo delle dinamiche climatiche.
In questo caso il dato da considerare è il Global Ocean Heat Content (GOHC), ossia il contenuto di calore, che ci dice quanto si è scaldato l'oceano in profondità. Ora, i dati a disposizione, riescono a rappresentare differentemente lo strato compreso tra 0 e 700 metri di profondità (il più superficiale) e quello compreso tra 0 e 2000 metri (il più profondo).
Ebbene, entrambe le serie di dati evidenziano un riscaldamento, anche se caratterizzato da dinamiche leggermente differenti sia tra di loro, sia anche rispetto al riscaldamento di superficie.
Il contenuto di calore oceanico, infatti, inizia ad aumentare intorno alla fine degli anni sessanta e quindi con una decina d'anni di anticipo rispetto alle temperature superficiali, e dopo un assestamento rilevabile negli anni ottanta, prosegue fino ai giorni nostri, anche se molto più attenuato negli ultimi dieci anni sopprattutto per quanto riguarda i dati dello strato più superficiale.
Il calore misurato negli strati più profondi sembra invece essere ancora in continuo e significativo aumento.
In definitiva, ad una analisi più dettagliata, tutti i dati indagati, tranne quello riguardante gli strati oceanici inferiori, da non sottovalutare, sembrano concorrere ad elaborare un contesto di deciso riscaldamento globale della durata di venticinque anni, seguito dalla fase attuale di relativo plateau.
Nessun parametro, invece, è riuscito ancora ad intercettare una tendenza significativa alla diminuzione delle temperature o del calore.
Il passaggio successivo potrebbe essere quello di provare a sovrapporre la dinamica del global warming a quella relativa ai diversi parametri principali in qualche modo implicati in una possibile relazione di causa-effetto proprio con i cambiamenti climatici: concentrazione di CO2, cicli dell'attività solare, fasi parossistiche delle eruzioni vulcaniche, variazione degli indici climatici, principalmente El Nino Southern Oscillation (ENSO) e Pacific Decadal Oscillation (PDO), concentrazione di areosol atmosferici.
Anche se c'è da dire subito che questo tipo di approccio, se condotto sommariamente, come spesso accade, può indurre facilmente a conclusioni fuorvianti.
Ma di questo, eventualmente, riparleremo in un prossimo approfondimento.
Tuttavia la questione, se analizzata in maniera precisa e formale da un punto di vista metodologico, non è così semplice come ci si potrebbe aspettare. Dire che il pianeta si è riscaldato di circa 0,8°C negli ultimi centocinquant'anni, infatti, è sicuramente poco utile e poco coerente dal punto di vista scientifico, visto che questa affermazione manca dei requisiti minimi di contestualizzazione.
Per esempio. Quando è iniziata la fase di riscaldamento?
Quali sono state le zone più interessate?
Il fenomeno è ancora in corso?
E' un processo lineare o discontinuo?
E gli oceani?
Proviamo allora a disegnare un quadro generale che ci aiuti a comprendere meglio la morfologia del fenomeno, partendo naturalmente dai dati ufficiali in nostro possesso.
Ci concentreremo inoltre solo sulle ultime decine d'anni, allo scopo di cogliere una rappresentatività del dato sicuramente migliore rispetto alla casistica completa.
La dinamica più conosciuta e più utilizzata per rappresentare il fenomeno nella sua globalità, è quella delle temperature medie registrate dalle stazioni meteorologiche sparse in tutto il mondo, integrate e mediate con i dati riguardanti le SST (Sea Surface Temperature), temperature superficiali di mari e oceani, misurate da satellite.
Come schema introduttivo non è male. Il riscaldamento emerge chiaramente ad iniziare dal 1977 da un segnale abbastanza piatto caratterizzante la trentina d'anni precedente, e prosegue deciso fino al 2002 con un rialzo delle temperature medio di circa 0,6°C, prima della stabilità sostanziale registrata negli ultimi dodici anni.
Scindendo i dati e valutando il loro peso relativo, si può dire che l'aumento maggiore riguarda i dati derivanti dalle stazioni meteo terrestri (+0,8°C), mentre molto meno evidente è il contributo dato dalle SST che invece fanno registrare un aumento di circa 0,4°C.
Entrando ancora di più nel dettaglio, si può rilevare che il riscaldamento risulta essere nettamente maggiore nell'emisfero nord ed in particolare nella zona artica, dove la temperatura è aumentata di circa il doppio rispetto alle medie latitudini. Nelle zone equatoriali e in Antartide, invece, il riscaldamento appare abbastanza modesto.
Esiste poi una serie di rilevazioni termometriche satellitari che sondano le temperature della bassa troposfera, disponibili soltanto dal 1979, che sostanzialmente confermano questo tipo di trend.
Consideriamo ora gli oceani, e ricordiamo che il passaggio è essenziale, visto che essi, ricoprendo ben il 71% di tutta la superficie del pianeta, giocano un ruolo cruciale nello sviluppo delle dinamiche climatiche.
In questo caso il dato da considerare è il Global Ocean Heat Content (GOHC), ossia il contenuto di calore, che ci dice quanto si è scaldato l'oceano in profondità. Ora, i dati a disposizione, riescono a rappresentare differentemente lo strato compreso tra 0 e 700 metri di profondità (il più superficiale) e quello compreso tra 0 e 2000 metri (il più profondo).
Ebbene, entrambe le serie di dati evidenziano un riscaldamento, anche se caratterizzato da dinamiche leggermente differenti sia tra di loro, sia anche rispetto al riscaldamento di superficie.
Il contenuto di calore oceanico, infatti, inizia ad aumentare intorno alla fine degli anni sessanta e quindi con una decina d'anni di anticipo rispetto alle temperature superficiali, e dopo un assestamento rilevabile negli anni ottanta, prosegue fino ai giorni nostri, anche se molto più attenuato negli ultimi dieci anni sopprattutto per quanto riguarda i dati dello strato più superficiale.
Il calore misurato negli strati più profondi sembra invece essere ancora in continuo e significativo aumento.
In definitiva, ad una analisi più dettagliata, tutti i dati indagati, tranne quello riguardante gli strati oceanici inferiori, da non sottovalutare, sembrano concorrere ad elaborare un contesto di deciso riscaldamento globale della durata di venticinque anni, seguito dalla fase attuale di relativo plateau.
Nessun parametro, invece, è riuscito ancora ad intercettare una tendenza significativa alla diminuzione delle temperature o del calore.
Il passaggio successivo potrebbe essere quello di provare a sovrapporre la dinamica del global warming a quella relativa ai diversi parametri principali in qualche modo implicati in una possibile relazione di causa-effetto proprio con i cambiamenti climatici: concentrazione di CO2, cicli dell'attività solare, fasi parossistiche delle eruzioni vulcaniche, variazione degli indici climatici, principalmente El Nino Southern Oscillation (ENSO) e Pacific Decadal Oscillation (PDO), concentrazione di areosol atmosferici.
Anche se c'è da dire subito che questo tipo di approccio, se condotto sommariamente, come spesso accade, può indurre facilmente a conclusioni fuorvianti.
Ma di questo, eventualmente, riparleremo in un prossimo approfondimento.
mercoledì 2 aprile 2014
Previsioni fine settimana
Un saluto a tutti
Lieve peggioramento per il fine settimana.
Infatti il grosso della perturbazione scivolerà lungo l'appennino coinvolgendo in modo diretto il Centro ed il Sud del nostro paese.
Da noi instabilità che potrà, a partire da Venerdi, dare luogo a qualche piovasco o temporale lungo la fascia pre alpina.
Maggiori possibilità di pioggia invece per il Veneto meridionale.
In sintesi : Giovedi e in particolare Venerdi cielo da irregolarmente nuvoloso a molto nuvoloso con possibilità di qualche breve rovescio
Sabato cielo irregolarmente nuvoloso con possibilità di piogge
Domenica più sole ma possibilità di locali temporali
Per la settimana prossima è invece previsto un nuovo rinforzo dell'Alta Pressione con temperature di nuovo al di sopra della media. Ne riparleremo
Alla prossima
Lieve peggioramento per il fine settimana.
Infatti il grosso della perturbazione scivolerà lungo l'appennino coinvolgendo in modo diretto il Centro ed il Sud del nostro paese.
Da noi instabilità che potrà, a partire da Venerdi, dare luogo a qualche piovasco o temporale lungo la fascia pre alpina.
Maggiori possibilità di pioggia invece per il Veneto meridionale.
In sintesi : Giovedi e in particolare Venerdi cielo da irregolarmente nuvoloso a molto nuvoloso con possibilità di qualche breve rovescio
Sabato cielo irregolarmente nuvoloso con possibilità di piogge
Domenica più sole ma possibilità di locali temporali
Per la settimana prossima è invece previsto un nuovo rinforzo dell'Alta Pressione con temperature di nuovo al di sopra della media. Ne riparleremo
Alla prossima
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